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Storie Filippiche. Epitome da Pompeo Trogo
Giustino
Descrizione Prima edizione. Collana "I classici di storia - Sezione greco-romana", XV - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, custodia mancante, 642 pagine con tavole in bianco e nero intercalate. Testo a cura di Luigi Santi Amantini. Una firma all'occhietto, qualche sottolineatura a matita leggera solo nell'introduzione, peraltro copia molto ben tenuta, complessivamente ottima -- Singolari possono certamente dirsi la sorte di quest'opera e il modo in cui essa è giunta alla nostra conoscenza. Le Storie Filippiche erano una vasta storia universale in quarantaquattro libri che spaziava dall'Oriente (Assiri Medi e Persiani, Egizi, Sciti, Indiani al tempo di Alessandro Magno, Parti) fino all'Occidente iberico, anche se trattava soprattutto di storia greca e specialmente ellenistica, riservando a Roma uno spazio assai ristretto. Scritta in età tiberiana (secondo altri, augustea) da Pompeo Trogo, autore originario della Gallia e appartenente a una famiglia che da tre generazioni aveva ricevuto la cittadinanza romana, questa storia universale non sopravvisse al naufragio in cui scomparve tanta parte della letteratura classica ed andò interamente perduta: pochissimi sono i frammenti sicuramente originali che ancora possiamo leggerne. Tuttavia, in un certo senso, è proprio questa la prima storia universale antica di cui possiamo affermare di conoscere con esattezza il disegno complessivo ed, entro certi limiti, la distribuzione della materia e il contenuto. Infatti, delle Storie Filippiche di Pompeo Trogo fu redatto un compendio, che godette di larghissima fortuna durante il Medioevo e che numerosi codici ci hanno integralmente conservato. La data di composizione di quest'epitome rimane, peraltro, incerta; del suo autore (personaggio altrimenti ignoto) sappiamo soltanto il nome: Giustino. Alcuni codici, poi, contengono anche brevissimi riassunti di ogni libro (i cosiddetti prologi), che non si possono attribuire né a Giustino né, tanto meno, a Pompeo Trogo. Ciò che più importa è che ci troviamo di fronte alla più antica opera di storia greca ed ellenistica scritta in latino, per lettori romani: eppure (inaspettatamente) essa è percorsa da un insolito spirito critico proprio nei confronti dell'Urbe (causa, questa, certamente non ultima della scomparsa del testo originale). L'epitome, poi, fu compilata con intenti dichiaratamente aneddotici e moralistici, tanto da incontrare l'apprezzamento di uno scrittore cristiano come Orosio (che largamente se ne servì nel comporre le sue Storie contro i pagani) e da esser largamente diffusa (quasi un "best seller") nel Medioevo: sicché essa interessa anche lo studioso della cultura tardo-antica e dell'età di mezzo. Ma soprattutto quest'epitome, a causa della perdita (totale o parziale) di molte opere di storici greci e latini, è la sola fonte letteraria che sia rimasta a informarci (sia pure non senza gravi limiti) su tanti momenti, anche importanti, della storia antica, specialmente ellenistica.
Categoria: Archeologia e Storia Antica
Parole chiave:
Edito da: Rusconi (Milano) anno 1981
Condizione:
Dimensione: 22
ISBN:
Prezzo: € 18.00

