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La ragione filosofica e la ragione cattolica. Parte prima-terza (3 vol. in 1)
Ventura, Gioacchino
Descrizione Opere del padre Ventura", vol. III (in tre parti) - Opera di tre volumi riuniti in un unico tomo, rilegatura in mezza pelle marrone con titolo in oro al dorso, 300 + 384 + 340 pagine. Parte prima: Ragionamenti predicati a Parigi nell'anno 1851; voltati dal francese dall'ab. A. Grubissich (1857) - Parte seconda: Conferenze predicate a Parigi nell'anno 1852, accresciute ed accompagnate da osservazioni e note; versione italiana eseguita dal francese dall'ab. A. Antonio (1858) - Parte terza: La confessione, l'eucarestia e l'eternità delle pene nei loro rapporti colla ragione, colla natura umana e colla religione. Conferenze predicate a Parigi l'anno 1854 (1857). Fioriture di varia intensità interessano tutta la paginazione, che peraltro risulta compatta e sempre fruibile; nel complesso opera in buono stato nelle sue legature ben salde -- Gioacchino Ventura, (dei baroni) di Raulica, C.R. (Palermo, 8 dicembre 1792 - Versailles, 2 agosto 1861), fu predicatore, filosofo e teologo, cittadino del Regno di Sicilia, presbitero teatino, noto anche per il suo sostegno alla causa della Rivoluzione siciliana del 1848. Da papa Leone XII fu nominato docente di diritto canonico all'Università "La Sapienza", e nel 1830 fu eletto Superiore Generale dei Teatini. Dopo questo incarico (1830-1833) Ventura intraprese l'attività di predicatore a Roma. A Parigi, nonostante una conoscenza non perfetta della lingua francese, Ventura riuscì quasi a rivaleggiare con il celebre predicatore domenicano Jean-Baptiste Henri Lacordaire. Con l'elezione di papa Pio IX al soglio pontificio, Gioacchino Ventura acquisì un ruolo politicamente prominente. Nel 1848, anno dei grandi moti europei, egli sostenne la legittimità storica e giuridica della rivoluzione siciliana, auspicando la rifondazione del Regno di Sicilia indipendente all'interno di una confederazione italiana di Stati sovrani, e viene nominato ministro plenipotenziario e rappresentante del governo siciliano a Roma. Nel frattempo la sua posizione a Roma divenne delicata per via della fuga di Pio IX e della successiva proclamazione della Repubblica Romana (1849). Ventura rifiutò l'offerta di candidarsi per un seggio all'Assemblea Costituente, ma - oltre ad invocare la separazione tra potere temporale e spirituale - riconobbe la Repubblica Romana a nome del governo rivoluzionario di Palermo. Dopo la resa della Repubblica, si trasferì in Francia, dove morì nel 1861.
Categoria: Antiquariato
Parole chiave:
Edito da: Giosuè Rondinella editore (Napoli) anno 1857
Condizione:
Dimensione: 22
ISBN:
Prezzo: € 38.00

