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La ragione filosofica e la ragione cattolica. Ragionamenti predicati a Parigi nell'anno 1851 / Conferenze predicate a Parigi ne

Ventura, Gioacchino

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Descrizione Opere del padre Ventura" - Due volumi riuniti in un unico tomo, rilegatura in mezza pelle nera con titolo in oro al dorso, 239 + 396 pagine. Vol. I: Ragionamenti predicati a Parigi nell'anno 1851 dal M. R. P. Gioacchino Ventura; voltati dal francese dall'ab. A. Antonio Grubissich (Napoli, Giosuè Rondinella editore, 1853) - Vol. II: Conferenze predicate a Parigi nell'anno 1852, accresciute ed accompagnate da osservazioni e note dal Rev. P. Gioacchino Ventura ex generale de' teatini, consultore della Sacra Congregazione de' Riti, esaminatore de' vescovi e del clero romano; versione italiana eseguita di commissione e con approvazione dell'Autore (Napoli, presso gli Editori Proprietarii, 1854). Fioriture di varia intensità, ma perlopiù tenui, interessano tutta la paginazione, che peraltro risulta compatta e sempre fruibile; nel complesso opera in buono stato nelle sue legature ben salde -- Gioacchino Ventura, (dei baroni) di Raulica, C.R. (Palermo, 8 dicembre 1792 - Versailles, 2 agosto 1861), fu predicatore, filosofo e teologo, cittadino del Regno di Sicilia, presbitero teatino, noto anche per il suo sostegno alla causa della Rivoluzione siciliana del 1848. Da papa Leone XII fu nominato docente di diritto canonico all'Università "La Sapienza", e nel 1830 fu eletto Superiore Generale dei Teatini. Dopo questo incarico (1830-1833) Ventura intraprese l'attività di predicatore a Roma. A Parigi, nonostante una conoscenza non perfetta della lingua francese, Ventura riuscì quasi a rivaleggiare con il celebre predicatore domenicano Jean-Baptiste Henri Lacordaire. Con l'elezione di papa Pio IX al soglio pontificio, Gioacchino Ventura acquisì un ruolo politicamente prominente. Nel 1848, anno dei grandi moti europei, egli sostenne la legittimità storica e giuridica della rivoluzione siciliana, auspicando la rifondazione del Regno di Sicilia indipendente all'interno di una confederazione italiana di Stati sovrani, e viene nominato ministro plenipotenziario e rappresentante del governo siciliano a Roma. Nel frattempo la sua posizione a Roma divenne delicata per via della fuga di Pio IX e della successiva proclamazione della Repubblica Romana (1849). Ventura rifiutò l'offerta di candidarsi per un seggio all'Assemblea Costituente, ma - oltre ad invocare la separazione tra potere temporale e spirituale - riconobbe la Repubblica Romana a nome del governo rivoluzionario di Palermo. Dopo la resa della Repubblica, si trasferì in Francia, dove morì nel 1861.

Categoria: Antiquariato

Parole chiave:

Edito da: Giosuè Rondinella editore / presso gli Editori Proprietarii (Napoli) anno 1853

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Prezzo: € 38.00

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