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Le ciminiere di Casale
Ombres, Rossana
Descrizione Prima edizione. "Biblioteca di letteratura. I contemporanei", 44. In apertura, dedica autografa dell'Autrice a Giulia Massari (1924-2015], giornalista vicina al milieu politico e culturale romano dagli anni sessanta in poi - Brossura editoriale con bandelle, 122 pagine. Ombrature di polvere alla copertina con dorso un poco sbiadito; fisiologica brunitura ai margini delle carte; nel complesso esemplare ben conservato, impreziosito dalla bella dedica -- L'esperienza poetica di Rossana Ombres ha avuto inizio intorno agli anni cinquanta, contemporaneamente ai suoi studi universitari. Già fin da allora, dai primi suoi versi - pubblicati più tardi in "Orizzonte anche tu" (Vallecchi 1956) - si delineavano una direzione precisa, una scelta tematico-espressiva che si ritrovano immutate, anche se con altra maturità, nelle poesie più recenti. Piemontese in senso stretto e nel senso d'una vocazione lirica che si collega a un gusto e a un indirizzo espressivo che semplicisticamente potrebbero indicarsi col nome, inevitabile per i giovani più consapevoli dell'attuale generazione, di Cesare Pavese, la Ombres assume il paesaggio e la realtà della sua terra come emblemi e figurazioni dei propri stati d'animo, delle proprie reazioni sentimentali, d'una parti-colare tensione, d'un timbro pungente, quasi doloroso. Per questo il suo canto non si colora che raramente, né si abbandona alle facili movenze del registro puramente melodico: sta fermo in una assorta decantazione delle cose, dei personaggi, dei paesi, delle luci, e finisce per acquistare, nei momenti più intensi, il taglio e l'andamento narrativo, che sono così propri di tanta moderna poesia. La stessa icasticità, il medesimo segno tagliente, cioè la stessa disposizione psicologica, di urto, delle poesie "piemontesi" - di un Piemonte non attuale: il Piemonte, piuttosto, degli anni della guerra e della Resistenza e dei primi tempi della Liberazione, risuscitato attraverso un limpido processo della memoria e un chiaro impegno di rievocazione e di celebrazione del secondo Risorgimento - è dato rinvenire negli altri gruppi di liriche, che costituiscono come dei poemetti a sé stanti: le "pietre tombali" de "La ricchezza che hanno", i lucidi momenti riflessivi de "La carne vedrà". Nate da un medesimo istinto, da una visione ugualmente stringente, che suona ogni volta inter-pretazione d'un mondo e di un tempo precisi, ispirate da motivi estranei al Monferrato, che pure è il "luogo incantato" della memoria della Ombres, si sviluppano in un'analoga direzione. Come quelle d'amore e le ultime Per una nuova sinagoga - vòlte ad esprimere la solidarietà e l'amore per la nuova vita d'Israele -: anche queste, poemetti a sé stanti, che rappresentano un punto d'arrivo sentimentale e uno sviluppo, una continuazione dei motivi più alti e più degni della Resistenza, e concludono l'arco di questi anni dell'esperienza umana e poetica della Ombres. Un'immagine ombrosa, quasi scontrosa, con un che di protervo e di aspro che rimane fissato nel disegno grigio, stupito e drammatico insieme, della sua poesia.
Categoria: Poesia
Parole chiave:
Edito da: Feltrinelli (Milano) anno 1962
Condizione:
Dimensione: 20.5
ISBN:
Prezzo: € 60.00

