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Storia dell'arte nell'Italia meridionale. Vol. IV: Il secolo d'oro

Abbate, Francesco

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Descrizione Collana "Saggi. Storia e scienze sociali" - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, viii-311 pagine con 115 illustrazioni in bianco e nero e a colori su tavole fuori testo. Copia in condizioni di nuovo -- Secolo di grave crisi economica, politica e sociale, il Seicento è invece a Napoli, e di riflesso anche nel Regno, un periodo di straordinaria vivacità nel campo delle arti figurative, tanto da essere definito, e non a torto, il «secolo d'oro» dell'arte napoletana. Napoli condivide con Roma, e in parte con Bologna, il ruolo di grande capitale dell'arte; più di Venezia, di Milano, di Firenze che non vivono, nel Seicento, la loro migliore stagione artistica. Caravaggio, Battistello, Ribera, Stanzione, il «Maestro degli Annunci ai pastori» (forse lo spagnolo Juan Do), Guarino, Preti, Giordano, il giovane Solimena: sono solo alcuni dei grandi protagonisti della pittura naturalistica e di quella barocca, cui sono da aggiungere gli arrivi emiliani (Reni, Domenichino, Lanfranco), che fornirono un contributo decisivo alla svolta in senso classicistico della pittura meridionale. Come già nel secolo precedente, Napoli è un centro di attrazione per spagnoli e per sudditi della Spagna, come i fiamminghi, che appaiono numerosi a Napoli e nel Sud. Un'apparizione, seppur fugace, fece a Napoli anche il grande Diego Velázquez. Napoli è inoltre il centro dove operò uno dei grandi scultori del secolo, Cosimo Fanzago, alter ego di Gian Lorenzo Bernini. In architettura il Barocco non ebbe a Napoli una fortuna paragonabile alle vicende romane; da questo punto di vista, anzi, la capitale partenopea non fu un centro di primo piano nello sviluppo di quella corrente architettonica. Il Barocco meridionale andrà allora cercato, in accezione particolarissima, a Lecce e nel Salento e poi in Sicilia. La Sicilia artistica non visse una stagione paragonabile a quella del Regno continentale: seppure in tono meno sostenuto, tuttavia, le scelte figurative della cultura isolana scorsero parallele a quelle del Regno napoletano, dal naturalismo ai forti risentimenti classicisti. E almeno un grande pittore, Pietro Novelli, fu protagonista delle vicende pittoriche siciliane. Ma a caratterizzare in modo originale la produzione figurativa in Sicilia fu l'eccezionale sviluppo della decorazione in marmi policromi, che rende così sfolgoranti gli interni delle chiese e la ricchissima e splendida attività di orafi, argentieri e maestri intagliatori del corallo. La produzione di arte suntuaria siciliana si pone così come uno dei vanti principali dell'arte dell'isola.

Categoria: Arte Critica e Storia

Parole chiave:

Edito da: Donzelli (Roma) anno 2002

Condizione:

Dimensione: 22

ISBN: 9788879897204

Prezzo: € 21.00

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