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Sartre e il marxismo
Chiodi, Pietro
Descrizione Prima edizione. Collana "I fatti e le idee", 136 - Brossura editoriale di 215 pagine. Indice consultabile nelle nostre immagini. Segni del tempo concentrati alla copertina, qualche fioritura solo ai fogli di guardia; buona-ottima copia nel complesso -- Chi è Sartre oggi? Un esistenzialista? Un marxista? È "un portavoce dell'anticomunismo americano" come l'ha recentemente definito la rivista internazionale comunista Problemi della pace e del socialismo, oppure uno "di quegli intellettuali che hanno rotto ogni legame materiale e morale con le vecchie classi dominanti e che riconoscono nel proletariato rivoluzionario, e di conseguenza nel marxismo, nella rivoluzione socialista d'Ottobre e nel movimento comunista l'asse della storia contemporanea e del progresso umano" come lo ha recentemente definito il direttore dell'Unità, organo del PCI? Che significato ha l'" improvviso e impetuoso successo" del pensiero di Sartre in Polonia, dove "nel 1956-57 divenne una forza reale, soprattutto nell'ambiente marxista, in cui le piú diverse 'scoperte,' in apparenza originali e novatrici, non erano in realtà che variazioni sul tema dell'esistenzialismo, se non addirittura un plagio delle sue idee"' come ci informa il maggior teorico marxista polacco Adam Schaff? La Critica della ragione dialettica (1960), l'ultima grande opera filosofica di Sartre, rappresenta una ennesima "revisione" del marxismo oppure la riconquista del suo autentico ed originario significato, come Sartre pretende? Che significa dire che il marxismo è la filosofia del 'nostro tempo" e l'esistenzialismo una semplice "ideologia" parassitaria? E, d'altra parte, è possibile fondare la dialettica marxiana sull'esistenza? È vero ciò che afferma Merleau-Ponty che l'esistenzialismo attuale di Sartre è una forma di "ultrabolscevismo?" Per quali vie il filosofo della "libertà assoluta" è giunto a teorizzare il potere assoluto del Capo? Sono questi gli interrogativi a cui il Chiodi cerca di dare una risposta. Oggi il marxismo attraversa una crisi evidente. Si tratta di una crisi di regresso o di una crisi di sviluppo? Per rispondere a una questione cosí importante per la cultura del nostro tempo bisogna veder chiaro nei rapporti fra hegelismo e marxismo. Quale contributo può dare l'esistenzialismo di Sartre alla risoluzione di questo problema? E d'altra parte, si tratta d'un esistenzialismo all'altezza della piú genuina ispirazione esistenzialistica o di una forma di esistenzialismo ancora prigioniero dell'hegelismo? La tesi fondamentale sostenuta dall'autore è proprio quest'ultima, e cioè che l'esistenzialismo attraverso cui Sartre tenta di liberare il marxismo dalla "sclerosi" materialistica e dogmatica è un esistenzialismo ancora prigioniero dell'apparato categoriale hegeliano; di conseguenza, l'operazione tentata da Sartre, pur coi suoi innegabili meriti in fatto di sdogmatizzazione del marxismo e di polemica con la "scolastica marxistica," ha lo svantaggio di ravvivare nel marxismo quei motivi hegeliani come il privilegiamento della soggettività, la equivocazione di oggettività e alienazione, la polemica contro il molteplice e le tecniche della sua espressione politica, la teoria del Capo il cui abbandono costituisce invece la premessa indispensabile per un piú fruttuoso incontro di esistenzialismo e marxismo.
Categoria: Filosofia e Discipline Connesse
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Edito da: Feltrinelli (Milano) anno 1965
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Prezzo: € 11.00

