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Paesaggi dell'anima
Galimberti, Umberto
Descrizione Seconda edizione, 1997. Collana "Saggi" - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 310 pagine. Copia in perfetto stato -- «Dell'anima, propriamente, può parlarne solo un Dio. L'uomo può solo accennarne per simboli ed immagini.» Così dice Platone, che per primo ha introdotto in Occidente la nozione di anima saldandola con forti catene alla figura della verità. L'avvento del cristianesimo ha sottratto a Platone la «sua» parola per iscriverla in un altro registro, il registro della salvezza, che ha dilatato il paesaggio dell'anima fino a quei confini dove ad annunciarsi erano speranze ultraterrene. Da allora, dell'anima si disse tutto: che era mortale o immortale, che poteva salvarsi o dannarsi, conoscere la verità o cadere nell'errore. Elevata a dimora di Dio, la si trovava nei discorsi degli amanti, a garanzia che il desiderio non era solo desiderio di corpi. Il suo compito era di nobilitare tutto ciò che nell'uomo senz'anima sarebbe apparso poco nobile. Finché, due secoli or sono, si prese a pensare una cosa fino allora impensata: che l'anima potesse ammalarsi e richiedere medici dell'anima. Nacquero la psichiatria, la psicoanalisi e la psicologia che tolsero all'anima un po' della sua aureola e soprattutto ridussero la sua distanza dal corpo. Se l'anima poteva ammalarsi, dov'era più quella differenza tra anima e corpo che fin dall'antichità aveva prodotto tante visioni gratificanti e compensatorie del destino umano? Ma, con l'anima, si ammalarono anche gli dèi che si ritirarono diventando oziosi, si ammalarono gli astri e le sfere celesti che gli antichi credevano incorruttibili al pari dell'anima, si ammalò la luce che più non riuscì a riflettersi nell'impurità del suo raggio. Il tempo, mescolandosi con lo spazio, perse la stia linearità e lo spazio i suoi confini. La vita apparve un incidente della materia, un caso trasformato in necessità, mentre la verità, che Platone per primo aveva ancorato all'anima, smarrì la sua unità per disperdersi nei recinti dei vari saperi. Fu allora che l'anima si sentì in Occidente straniera e, disertando tanto le prospettive di salvezza quanto quelle di verità, prese ad abitare il mondo nella casualità della sua innocenza e così a riflettere più fedelmente la condizione dell'uomo, che l'eccessiva enfasi dei discorsi sull'anima aveva collocato oltre la sua misura.
Categoria: Psicologia Psichiatria
Parole chiave:
Edito da: Mondadori (Milano) anno 1997
Condizione:
Dimensione: 22.5
ISBN: 9788804421306
Prezzo: € 9.00

